collage

standard 30 marzo 2012 1 response
un collage di foto.
un collage di significato.
un mondo racchiuso in pochi momenti.
passeggiavo stasera e pensavo.
pensavo che quel ragazzo di 17 anni che a Dallas è venuto da me a dirmi, in uno stentatissimo italiano “sei belissssima” (con una L e quattro S…) è stato coraggioso. forse perchè aveva 17 anni e non mi conosceva. “sei belissssima, just to let you know”. ed è andato via, tutto paonazzo e tremolante.
è stato davvero carino e coraggioso, forse ancora confuso dai brufoli e dal sapore nuovo del mondo in bocca.
pensavo che sono sempre più convinta che rimarrò sola. mi sento troppo al di fuori di tutto ciò che riguarda la normalità della vita e dell’amore. nè al di sopra nè al di sotto, solo molto al di fuori.
non posso credere più in niente che non sia assurdamente passeggero e inutile, non posso più credere che ci sia qualcosa oltre le mie seconde scelte di questo periodo.
ho creduto in una cosa che non esisteva, che era creata dalla mia immaginazione. perchè se fosse esistita veramente, nella sua profondità e tenerezza infinita, allora sarebbe dovuta continuare. 

non riesco più a guardare niente con la stessa forza e sincerità con cui lo facevo prima.
si spezza tutto, in questo periodo, prima o poi. con una cadenza impressionante, con un tempismo unico.
niente rimane, si sgretola e vola via ogni pensiero positivo.
il mio impegno, i miei passi, le mie forze ci sono, non mi abbandonano ma la fiducia… quella si. in ogni sua forma.
ho lavorato per 10 giorni lontano da casa, dall’ufficio, dalle mie abitudini e la distanza ha portato i suoi frutti. mi sento rassegnata, “sfinita”. aver vissuto questa esperienza così nuova e diversa mi ha fatto capire che sono fatta per stare da sola. nessun impegno, nessuna preoccupazione, nessuna distrazione.
io, il mio lavoro, i miei amici, la mia vita.
in confronto all’amore …bè… non c’è alcun paragone. ma in questo momento devo giocare alla volpe e l’uva. dichiarare disinteresse per ciò che non posso avere.
dichiarare di non amare ciò che amo. chi amo.
l’ombra sul mio viso non coprirà ciò che sono, le mie qualità. ci prova, ci prova ogni giorno, anche sotto il sole ostinato e tropicale di Miami.
la sabbia tra le dita e il vento forte portavano profumo di casa. una casa che avevo fatto mia ma che ha smesso di esserci.
spero di farcela a sostenere tutto, anche me stessa.
non ho altro a cui pensare che a questo, devo solo riuscire ad avere la volontà di farlo.
gli Stati Uniti. un mondo così perfetto, da film, da immaginazione, da sogno. dove tutti ti parlano come se fossero attori. dove tutti mangiano schifezze. dove ho visto persone, bandiere, grattaceli, nuovi castelli del potere, in cui il feudo ha un territorio limitato alla sua sede, dove i conquistatori sono diventati la minoranza, in una realtà gestita da cowboy invecchiati e con auto ammortizzate.
come ho scritto alcuni giorni fa, non esiste nessuna nuova me. 
sono sempre io, sempre la solita persona.
una meraviglia, uno sconforto, un raggio di sole, una carezza.
…chi viene a prenderla questa carezza?
se aspettate ancora un pò chiamo il diciassettenne di Dallas! 😉

jet lag

standard 29 marzo 2012 Leave a response

prima che inizi a delirare per il sonno e la sensazione totale di sbandamento dovuta al jet lag… vi faccio un salutino miei lettori, vi ringrazio per avermi seguito così assiduamente, è stato molto molto bello avervi accanto in questa esperienza meravigliosa, con i vostri commenti, incoraggiamenti e sorrisi.
buona notte… dal mio lettino solitario di Firenze.

?

MI+AMI

standard 28 marzo 2012 3 responses

Come volevasi dimostrare. Miami ha portato in maniera inequivocabile ad un calo di tempo utile da dedicare agli aggiornamenti del blog!
mi vogliano scusare cari lettori ma, come avrete visto dalle foto pubblicate su facebook, Miami è una città veramente splendida, con un clima tropicale che la rende volubile ma al tempo stesso sensazionale.
il cielo è ampio, vasto, celeste puro.
il mare è sfumato, come fossero i caraibi.
la sabbia non è mai troppo bollente, il sole brucia.
le vie sono piene di persone che ti puoi immaginare solo nei film, le strade anche di più!
macchine, macchine spaziali, molleggiate, colorate, illuminate, decorate.
moto, biciclette, muscoli, tette rifatte, qui è la saga dell’apparenza ma allo stesso tempo della libertà.
si fa la spesa in bikini, si passeggia elegantemente con le chiappe all’aria.
le spiagge sono affollate di addominali scolpiti e di silicone sculettante. una giusta osservazione l’ha fatta un mio compagno di viaggio l’altro giorno “gli americani non hanno bisogno di recitare nei film, la loro è una vita DA FILM.” bè… vi posso assicurare che è così!
10 giorni non sono sufficienti per tirare le somme su niente, tantomeno su una città come Miami ma vi posso assicurare che ciò che si vede è mooooolto eloquente!
rispetto a Dallas non c’è alcun paragone, qui è veramente un sogno (le uniche note stonate sono gli innumerevoli italiani che sbucano da ogni dove e la fanno sembrare la Rimini d’America)…
domani parto.
domattina presto.
direzione Washington.
poi ore ed ore di scalo e via verso Frankfurt – Firenze.
arrivo previsto per giovedì alle 12 quindi…organizzatevi.
organizzatevi perchè sarò depressa.
è stata un’esperienza grandiosa, io sono sempre la stessa, lo ammetto, non sono cambiata di una virgola, ma ho tante cose da dire ed ora però non posso continuare. la mia compagna di stanza dorme, sono le 2.30 di notte e tra 4 ore devo alzarmi.
vi mando un bacio sui vostri nasini e spero di poter continuare a raccontare ciò che ho provato e vissuto in questi fantastici giorni qui.
USA
Florida
Miami
Miami Beach
South Beach
Ocean Drive 100

…dal “sunshine state” è tutto.

Dream, Love, Live!

standard 24 marzo 2012 Leave a response
inspiro.
espiro.
inspiro.
espiro.
cerco un punto di equilibrio che non sia fuori di me ma dentro di me.
la notte, anche oltreoceano, a volte non porta buoni consigli ne’ tantomeno buoni pensieri al risveglio.
capita ragazzi, lo sapevo sarebbe capitato.
i sogni, gli incubi, sono spietati.
ma è necessario continuare, anche se non si vuole la vita continua, anche se io mi sto opponendo con tutte le mie forze. lo strato liscio che fa scivolare via le cose dal mio corpo, dalla mia anima, è assolutamente ben poco liscio. tutto si ferma e rimane impigliato nelle pieghe, nelle fossettine che si formano, negli angoli e nelle insenature.
non riesco a non essere sincera, non riesco a mentire, tutto ciò che accade mi tocca in maniera profonda.
nella vita degli altri invece la sincerità è di passaggio, è un optional, ognuno fa la sua parte nel gioco e poi se ne va, sperando che nessuno l’abbia visto, sperando nell’omertà, sperando nell’indifferenza altrui.
tutti fuggono. io resto.
non sono meglio di nessuno, sono solo IO. ME STESSA. fatta così e felice di esserlo.
ammetto però di non essere capace a distinguere la buona fede delle persone. ammetto di essere troppo sensibile, di avere la “mia” poetica visione delle cose e questo, purtroppo, nella vita non funziona.
la poesia è una parte marginale, che ci accompagna quando si vuole, nella mia invece è la parte integrante.
credo nella vita, credo nella felicità, credo nelle persone, nei loro sguardi, nei loro gesti.
credo si possa essere buoni.
ma poi scopro che non è così. ogni volta. e ogni volta continuo a sbagliare, a fare lo stesso errore, a soffrire. maledetta me. voglio imparare ad essere diversa? NO. voglio imparare a creare quel piccolo strato di ghiaccio che serve per permettermi di rimanere incolume a tutto quello che mi succede intorno. voglio imparare che le mie carezze, le mie parole, sono solo fastidio e niente di più per qualcuno.
Dallas è una città molto carina.
le riflessioni di questo tipo ci vengono bene perchè tutto si svolge in un modo molto tranquillo.
Ci  vogliono solo 10 minuti per uscire dalla città e vedere quei quartieri con le piccole villette-con-giardino tanto care alla nostra immaginazione ma, per l’appunto, reali.
Poi ci sono i bar che vendono milioni di donuts, di ogni colore e tipo.
Muffin.
Benzinai dove la benzina costa $3.50 al Gallone (quasi 4 litri).
Ristoranti messicani.
Meccanici con tutte le targhe attaccate e un mega macchinone al quale controllano l’olio.
Chiese che sai che sono chiese solo perchè c’è scritto fuori, altrimenti potrebbe essere un semplice appartamento.
Chicken wings come se piovessero.
Bandiere texane.
Bandiere americane.
Bonny and Clide.
Limo con i vetri talmente oscurati che dentro è sempre mezzanotte.
Luci.
Praterie sconfinate.
Cartelli stradali che indicano “route” da seguire, proprio come nei film.
I clacson dei super truck che sfrecciano.
La vita che scorre, tutto è vita.
Non lasciate che vi abbandoni, non permettete che “sotterrare” le personalità altrui sia il proposito per andare avanti nelle vostre vite.
Essere “primi e vittoriosi” ma soli è un traguardo veramente triste da raggiungere.
Da Dallas per oggi è tutto, domattina si parte per Miami, mare, sole, beach volley e un pò di meritato relax.
I hope that everything will go in the right way.
With love ?

(io all’opera con la stella a 20 bubbles)

one hot chocolate and one donut

standard 23 marzo 2012 Leave a response

una giostra che gira così forte che non riesco più a capire se sono ferma o se sono in movimento.
tanto la testa gira comunque.
mi scopro come sempre troppo aggressiva, troppo prepotente, troppo troppo troppo.
i pensieri… STOP.
basta.
basta parlare di me.
parliamo di questa giostra.
ieri è stata una giornata piena: ho seguito i corsi e la sera poi siamo andati ad una festa in maschera qui in hotel, organizzata dalla Qualatex per l’occasione… il tema era IL CIRCO! era una cosa fantastica, qui fanno le cose veramente in grande! sembra tutto spaziale!
ti dicono che una cosa è poco piccante? invece è mooolto piccante (come le HOT WINGS di cui mi sto cibando in questi giorni)
ti dicono che fa caldo? fa mooolto caldo!
ti dicono che accendono l’aria condizionata? è come se ti mettessero nel freezer!
è tutto molto estremo… e con questo oggi chiudo perchè avrei tanta voglia di scrivere, ma non mi va di scrivere di me.
sono in un altro mondo …di me posso parlare quando torno.
I love you.
I miss you all.

brufoli e gotta

standard 22 marzo 2012 Leave a response

una cosa è CERTA: si mangia proprio male qui!
carne carne carne solo carne! oltretutto nello stato dei cowboy, dove la bisteccona è d’obbligo. trovare verdure o frutta è praticamente un DRAMMA, anche nelle portate al ristorante sono cosa rara… ma che ci volete fare, siamo italiani, non ci abituremo mai a stare senza caffè/pasta/buon gusto!
oggi, dopo le fatiche notturne della 27h di grande scultura, sono uscita a fare due passi, anche se le gambe non reggevano molto.
a zonzo per la tranquilla Dallas ho scoperto che non ci sono solo uffici ma anche un quartiere, chiamato West End, molto carino. no grattaceli, no uffici, persone per la strada e traffico un pò più sostenuto, finalmente la sensazione di non essere dentro ad un videogioco in cui è tutto finto e senza rumori!
il mio cupcake tattoo riscuote molto successo, sarà forse perchè qui tutti sanno cos’è un cupcake? 🙂
i pensieri ogni tanto riaffiorano, le mie insicurezze si fanno più vivide e consistenti, non mi sento spaesata e nemmeno impaurita, vorrei solo che tutto si placasse.
vorrei non fare ogni passo pensando che potrei cadere da un momento all’altro.
il cielo anche qui è lo stesso, limpido, primaverile, profuma di nuovo.
mi sta accadendo veramente tutto questo? direi di si.
pazzesco.
incredibile.
io, Berry, single, negli Stati Uniti, chi l’avrebbe mai detto…
io, mille sogni ancora da realizzare, sempre pronta a rimanere, devo andare, anche stavolta.
ora vado a letto.
mille domande, nessuna risposta.

(la foto di oggi? IO & I NERI!!!!)

…sonno e palloncini!

standard 21 marzo 2012 2 responses

il mio terzo giorno mi dice… TANTO SONNO TANTI PALLONCINI!
ma soprattutto… perchè i bar chiudono alle 4pm e i negozi alle 7pm?
sembra di non essere in America! sono tutti silenziosi e rilassati…ma hanno delle macchine STRATOSFERICHE con dei cerchioni che sono alti come me! tutti con i vetri oscurati e talmente tanta ferraglia che sembrano tutte dei trattori ambulanti!
e soprattutto è bello vedere come tutti adorino l’Italia!
scappo a ninna, mentre voi amici miei vi svegliate, domattina sveglia impietosa (tra 4 ore…) e poi tutto il giorno attiva e scattante.
prometto che appena ho tempo scriverò qualcosa in più, anche se non credo vi interessi molto di sapere che oggi sono stata tutto il giorno nel salone dedicato alla realizzazione delle grandi sculture.
baci
abbracci
a presto!

io e Enza (la capitana)!!

…You’re in Texas, Baby!

standard 20 marzo 2012 Leave a response

“It’s warm!”
“You’re in Texas, baby!!”
il vecchino che guidava il nostro shuttle da Dallas fino a Fort Worth non ha mai smesso di muovere la bocca, con quel tipico gesto di chi ha la dentiera e non smette mai di masticare.
il vento era fortissimo quasi da non riuscire a camminare.
Fort Worth è veramente come essere a Mirabilandia, in un’attrazione con tutti i particolari definiti per far credere a tutti qualcosa che non esiste, un giocattolo di cittadina dove tutto richiama la vita dei cow boy… fino ad arrivare a Walker Texas Rangers.
Dallas è VUOTA. non c’è niente. non sembra America, USA, quel malsano casino che di solito si vede in tv. non c’è movimento, non c’è persone, non c’è niente. poche persone per la strada, poca confusione. è proprio strano, pare di essere in un videogioco gigante…ma senza protagonisti.
centri commerciali, negozi, bar… un silenzio surreale.
le uniche cose che ti fanno capire che sei REALMENTE in America sono i semafori attaccati ai fili, le bandiere fiere e sventolanti ovunque, la X che indica il punto in cui era Kennedy quando ha ricevuto il primo colpo dei due mortali, il 22 novembre 1963.
autocelebrazione, sorrisi, gente cordiale, vita sommessa, vento, tanto vento, cibo pessimo.
questo è ciò che posso dire il mio “secondo” giorno negli USA, una sensazione, come sempre dico in questo periodo, di una vita surreale, qualcosa di strano, qualcosa non mio, qualcosa che c’è ma non mi appartiene.
oggi mi sento ispirata, potrei scrivere all’infinito. in Italia sono le 4.15, da “noi” le 22.15.
il sonno è forte, la tensione di sbagliare anche.
con l’inglese per ora va alla grande 😉 con i texani pure.
oggi la signora della Concierge dell’hotel mi ha chiesto come faccio ad essere così magra nonostante sia italiana, visto che da noi si mangia così bene.
le ho spiegato il motivo e subito si è adoperata per recuperare.
“Ehi John, come here, there’s a lady for you!”
alzo gli occhi e vedo “mio padre”!!!!! e “mio padre” mi invita anche a cena. declino con la scusa del lavoro… va bene che è la festa del papà ma non vorrei immolarmi per la causa!
detto questo… ecco la foto del giorno!

domani sarà una giornata lunga…
a presto, vostra.

Berry sfortunata in USA!

standard 19 marzo 2012 Leave a response

Che non sia propriamente il mio periodo fortunato… bè, lo sappiamo tutti!
Scrivo mentre in Italia sono le 2.09 (di notte), da uno sfortunato alberghetto nei pressi dell’aeroporto di Washington Dulles. Eh si, da qui, perchè GIUSTAMENTE abbiamo visto bene di perdere la coincidenza per Dallas (maledetti controlli americani che ci hanno fatto perdere 2h di tempo!!!). Quindi tutta la mia perfetta organizzazione, al millimetro, fatta appositamente per il mio primo viaggio di lavoro… va a farsi allegramente fottere! che bello vero? sono proprio soddisfatta! direi un periodo più merdoso di questo non c’è mai stato nella mia vita! maledetta felicità del caz**, questo è ciò che devo subire per averti sfiorato per un pò? … che bello!

ma veniamo a noi. a noi AMMMERICANI, a me che ho il mio culo posato su terra statunitense… ma chi l’avrebbe mai detto? sono qui a respirare la stessa aria di Obama, incredibile ragazzi! ho anche vissuto con discreta calma interiore il viaggio aereo (mi sono guardata SOLO 3 film!), ho letto, ho mangiucchiato quelle porcherie che ti portano (e se sono porcherie in business mi immagino in economy!!!)… ora vado a riposarmi ma quest’avventura ve la volevo raccontare, perchè insieme a tutte le lacrime di cui sempre vi parlo un pò ci sta anche questo!
per quello che mi sarà possibile cercherò di scrivere un pò, appena avrò tempo, per condividere questo strano mondo che probabilmente riuscirò a sopportare solo perchè la mia vita ora è così poco MIA che niente mi pare sia impossibile.

ps: sono 53kg! e spero di non tornare ingrassata!
pps: vi voglio bene!

(ecco la mia prima foto scattata negli USA!!!!)

 

decollo.

standard 17 marzo 2012 Leave a response

e poi, in un pomeriggio diverso dagli altri
in cui dovresti fare mille altre cose, pensare a mille altre cose
arrivi tu.
mi esplodi nei pensieri e sei con me, in ogni mio passo.
arrivi tu.
insieme ai ricordi, alle nostre canzoni, alla nostra intimità.
arrivi tu.
con il carico, il pezzo da novanta, l’asso nella manica, che mi lascia sempre senza parole.
cominciano le note di una canzone QUESTA CANZONE… e tutto diventa senza senso.
la mia voglia di non pensare, le tante cose da fare, vanno tutte in un cassettino lontano.
arrivi tu.
rimango senza fiato, senza nessun tipo di idea di come poter desiderare altro se non te.
questa sera me la immaginavo da mesi.
da quando ho saputo di dover andare a Dallas.
immaginavo la nostra serata a guardarci e parlarci e fare l’amore.
immaginavo io in lacrime a salutarti all’aeroporto, la nostra gioia al mio ritorno.

stare senza di te è un’agonia senza fine.
non è questa la vita che vorrei vivere,
non è questa la vita che io ho scelto.

mi sento persa
senza i tuoi occhi
le tue mani
i tuoi baci
è senza ragione la mia vita
il mio respiro
il mio cuore
il dolore mi percorre
disintegra ogni tentativo di rinascita
corrode brandelli
si vendica senza alcun motivo

continuo a girare
come un giradischi rotto
senza melodie
senza musica
giro in silenzio
con l’odore della sconfitta
con il sapore amaro della solitudine
niente torna
niente.

(ti dedico questa canzone che tante volte abbiamo ascoltato, cantandola insieme. per i nostri 15 mesi. mi manchi tantissimo)

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